SCONSIGLIATA LA LETTURA DEL BLOG SU CHROME
Chiunque volesse collaborare con me come autore oppure comunicando news ed eventi, per far conoscere il Piccolo Popolo, mi scriva!! fairy1962@virgilio.it

Ciao a tutti
Una cosa che forse non ho mai davvero spiegato è il perché di questo blog. Certamente è fatto in modo credo e spero
simpatico, ma quello che voglio dare io è più profondo e serio!
Scrivere del mondo della “elficología”, (un termine coniato dal francese Pierre Dubois nel 1967 per riferirsi allo studio del "piccolo popolo", la magia e gli esseri elementari o guardiani della natura in pratica quelli noti come gnomi, elfi, fate, troll, folletti, uomini selvatici, giganti, etc….) non è cosa semplice se si vuole farlo seriamente, quindi con ricerche su libri e di conseguenza sui luoghi sulla storia e così via… Il mio blog nasce dall’ambizione di far conoscere anche in Italia questa disciplina interessante, di rigore scientifico e diffondere tali studi. L’Italia (come la maggior parte dell’Europa ma non solo) è un paese ricco di spiriti della natura, ma c’è poco interesse e ancor meno ci si crede nella loro esistenza, dal mio punto di vista esistono ma sicuramente in altre dimensioni, visibili solo se e quando vogliono loro!! Ci sono molti casi di avvistamenti di esseri soprannaturali di questo tipo ma pochi lo dicono, spesso per vergogna (si sa parlare di gnomi fa sorridere figuriamoci dire si li ho visti o ci credo…) Sicuramente non siamo l'unico pianeta con la vita, non siamo l'unica specie di ominidi che popolano la terra, anche se alcuni dicono il contrario ... Non siamo soli.



INTERVISTA A ENRICO MALIZIA

Tratto da: FLIPNEWS

665d3585817aeae79eb31763b54584ac_XL

Incontro il prof. Enrico Malizia, tossicologo, scienziato di fama internazionale con un curriculum da brivido, e sua moglie, la giornalista e scrittrice Hilde Ponti, nella loro bella casa romana, immersi in stanze ricolme di libri, ombreggiate da un accogliente giardino.

L’occasione di questa visita è l’uscita del loro libro, Gli Gnomi, miti, leggende e segreti (Edizioni Nemapress 2013) la cui prima parte si deve al prof. Malizia, che indaga sull’origine storica e culturale del “piccolo popolo” e la seconda parte è occupata invece da numerose interviste di Hilde Ponti a presunti personaggi che avrebbero incontrato gli gnomi, e il condizionale è d’obbligo.

Iniziamo con il prof. Enrico Malizia:

Come mai uno scienziato di fama internazionale come lei si espone a parlare di creature fantastiche come gli Gnomi?

Lo scienziato per definizione e per sua natura, è sempre alla ricerca di chiarire e scoprire i misteri della natura, anche se appaiono irrisolvibili ed imperscrutabili.

Senza la sua “curiosità”, la conoscenza e la scienza non avrebbero mai progredito.

Ricordiamoci della realizzazione di sogni e credenze ritenute impossibili: la scoperta dell’ America, il viaggio sulla luna, la invenzione della trasmissione attraverso l’etere della parola e delle immagini, il compendio di attività che chiamiamo informatica,ecc.

Inoltre, gli scienziati sono in genere provvisti di fervida fantasia e immaginazione. Molti di essi, come il sottoscritto , si riposano dal loro lavoro, leggendo e studiando argomenti vari, tra i quali spiccano miti, leggende e favole.

Per il loro “habitus mentis” non possono però fare a meno di approfondirle, cercandone l’origine e i collegamenti con il mondo reale e con la storia.

Nella mia vita mi sono interessato a moltissime problematiche al di fuori del mio campo medico-scientifico.

Ricordo tra l’altro, la ricerca sul’enigma del simbolismo di Hieronimus Bosch, da cui ho tratto il volume: “ il viaggio fantastico di Hieronimus Bosch”; la ricerca delle ricette magiche, mediche e culinarie, da cui sono derivate “il ricettario delle streghe,arricchito dalla storia della stregoneria”, al quale è seguito: “ A tavola con le streghe”.

Tutte opere che hanno interessato moltissimo, tanto da essere tradotte in più lingue; la vita e le opere di Hahnemann, di cui ho scritto (allargando la ricerca fino ai giorni nostri):” I segreti della omeopatia”.

Infine, la ricerca su miti, leggende e i segreti degli Gnomi, si sviluppa nell’ambito del più vasto studio degli esseri soprannaturali.

Un campo poco esplorato dall’ indagine scientifica, approfondita dalla ricerca di documentazione, il cui ritrovamento, studio e valutazione delle fonti , permetterebbe di trarre definitive conclusioni.

Da dove le deriva questo interesse?

Sono stato stimolato da un mio amico , che apprezzava le mie ricerche sugli esseri sopranaturali, a interessarmi degli gnomi, studiandone l’aspetto storico-filosofico e le problematiche delle origini ed esistenziali.

Da alcuni anni, infatti, appaiono sulla rete.

Provengono dall’Europa e dal Nord America, segnalazioni di umani, di età, sesso e cultura diverse.

Alcuni affermano di aver incontrato uno gnomo, spesso di aver parlato con questo, anche più volte.

Gli stessi piccoli e dotti esseri che Filippo Teofrasto Bombasto Paracelso aveva descritto e così chiamato,ritenendoli espressione di uno degli elementi secondo i greci fondamentali: la terra.

Ritenendoli immortali, senza anima, a metà strada tra gli umani e gli animali.

Gli stessi gnomi che gli abitanti dei villaggi celtici , specie dell’Irlanda, della Scozia, del Galles e della Bretagna proteggono con cartelli di pericolo ai punti di attraversamento stradale, perché non vengano investiti o scambiati per topi dai gatti e mangiati.

Queste segnalazioni avevano già stimolato il disegnatore Poortlirt e lo scrittore Olamdesi che avevano realizzato due splendidi volumi, veri capolavori della favolistica illustrata.

Ritenni quindi divertente e interessante studiare le radici di questo incredibile popolo, differenziandoli dai tanti mitici piccoli esseri, con cui vengono confusi. I risultati della ricerca sono nella prima parte del volume, alla quale segue una seconda di interviste eseguite da Hilde Ponti.

Né va dimenticato lo strano fenomeno di suggestione ed emulazione mediatica che, a partire dagli anni 80, ha interessato in maniera progressiva e travolgente l’Australia e poi il Regno Unito.

Prima furti di gnomi di giardino a pesca in laghetti, successivamente restituiti ai legittimi proprietari senza o con riscatto.

Poi la sparizione di gnomi da giardino che dopo aver inviato un messaggio in cui annunciavano la loro sparizione per prendersi una vacanza e viaggiare alla conoscenza del mondo, ricomparivano al loro posto.

Evidentemente una burla iniziale che divulgata dai media molto ampiamente, ha esteso il fenomeno a macchia d’olio.

A parte la considerazione filosofica sullo strapotere dei media (una controprova della famosissima esperimento di Orson Wells), tutto ciò dimostra il grande interesse che il mondo europeo e d’oltre oceano,almeno quello di origine e lingua anglosassone, ha per gli gnomi.

Quanto folletto c'è nel prof. Malizia?

Il folletto è una creazione mitica completamente diversa dagli gnomi.

Si, sono entrambi piccoli , ma i primi sono capricciosi. Fanno scherzi talora anche cattivi e a loro non sono attribuiti capacità cognitive e culturali.

Viceversa i secondi sono seri, buoni e dotti, nonché, come Paracelso. grandi amanti della natura e del’ambiente.

Un dato che spiega la importanza delle ricerche eseguite riferite nel volume di cui si discute.

I mitici e reali esseri piccoli appartengono a molti gruppi, accomunati solo dalla minuscola altezza: non tutti , anzi solo gli gnomi, sono miniatura degli umani.

Alcuni, come i membri del piccolo popolo anglo celtico (o ancora più remoti) i nani , i pigmei o i boscimani sono piccoli, o meglio bassi, ma non minuscoli.

Da studioso ho cercato di portare ordine nel mondo minuto, chiarendo le differenze, narrando le storie proprie del gruppo, per differenti origini, la diversa collocazione in una indagine discriminante tra miti, leggende, favole, tradizioni popolari, realtà e possibilità di essere, o esseri stati, reali.

Ciò premesso, io sono spiritualmente uno gnomo, ma spesso divento anche folletto e mi piace segnalare le credenze, i miti, o le leggende non documentate.

Signora Hilde Ponti, quanta verità c’è nei personaggi da lei intervistati?

R: Non esiste verità che non presenti qualche sfumatura di ombra. Sono due facce della stessa medaglia, naturalmente suscettibili di limitazioni relative alla nostra conoscenza.

Certo la verità presente nei miei personaggi e nelle loro vicende, può sconfinare nel verosimile.

Abbondano leggende sugli gnomi, esistono persino studi sulla loro probabile esistenza, millenni or sono, e anche sulla loro estinzione.

Le persone da me intervistate hanno una loro dignità, che non ho tentato di calpestare, neanche quando ho trascritto gli appunti.

Anch’io non ero proprio convinta che ciascuno raccontasse il vero, ma certamente una verità creata dalla conoscenza, l’Io profondo, dalle aspirazioni, manie, credenze spesso ereditate, insomma gli esiti della loro vita, di cui non conoscevo perimetro e confine, hanno colorato i racconti.

Una volta trascritta l’intervista, ho provato riconoscenza per questa gente che si era esposta, partecipando generosamente a questa mia ricerca un po’ favolistica, fantasiosa al punto da apparire mendace.

E dunque, ho scritto senza chiedermi quanto di vero c’era nei personaggi che avevo avvicinato.

Adesso sono diventati miei: è giusto e responsabile difenderli tutti.

Quando Marco Aurelio svelò di avere uno gnomo che suggeriva all’orecchio, anche consigli per governare, qualcuno lo ha riportato, pur serbando per sé dubbi legittimi.

Tra le persone che lei ha conosciuto nella sua attività professionale, le sono mai capitati personaggi che credono all’esistenza di personaggi fantastici?

R: Molte sono le persone di cultura, che non vogliono vivere da ciechi, anche a livello morale, la realtà è spesso fragile e limitata.

E’ proprio necessario a uno scrittore – per esempio – un minimo di tensione verso l’alto, occorre assolutamente respirare la speranza di creare un qualcosa che valga la pena, contrassegnarlo con caratteristiche di intelligenza, consentire di farsi leggere, senza deludere mai il lettore.

Isabel Allende è un paragone lampante, una scrittura la sua, che oscilla continuamente tra realtà e il soprannaturale.

Molti i lettori affascinati dalle pagine che intrecciano quotidianità con eventi trascendentali, rovesciando improvvisamente situazioni disperate, riescono a donare felicità salutare, una sorta di benessere interiore che pacifica con le brutalità della vita.

E’ ancora vivo in me il ricordo di un nostro incontro, a Roma, per la presentazione di un suo libro.

Sedevamo l’una di fronte all’altra, nella suite di un grande albergo e, ancora prima dell’intervista, lei mi stava parlando con un certo trasporto, e un’incredibile tenerezza, della protagonista del suo romanzo.

A un certo punto una lampadina di un lume posto sulla consolle accanto, cominciò ad accendersi e spegnersi.

Quel vacillare di luce che si rifletteva nello specchio antistante, come un tenue e silenzioso fulmine, sembrava non disturbarla, anzi pareva più quieta di prima.

Si andò avanti così quasi per un’ora.

Mi spiegò più tardi quando cambiammo ambiente, finita la presentazione del libro, che per lei era conferma di una presenza molto cara che si era manifestata attraverso proprio quell’intermittenza luminosa.

A volte, la presenza si annunciava anche con crepitii, soprattutto nei mobili antichi.

Mi esortò a cogliere simili partecipazioni con gioia: mi avrebbero arrecato conforto. Colsi in lei, sul suo volto dai lineamenti delicati, un senso di appagamento marcato.

Quando in una stanza avverto simili segni, la mente corre immancabilmente a Isabel Allende.

Alberto Bevilacqua, rammento con piacere, un po’ dispiaciuto, le sue visite a casa mia agli inizi degli anni ’90, del Novecento.

Quei racconti circostanziati che forniva, da bravo oratore quale era, sulla trascendenza e i limiti della mente umana mi fanno ancor oggi riflettere.

Era sua spiccata convinzione che, per penetrare in profondità la realtà delle cose magiche, occorreva prima di tutto non aver paura né del mistero, né dell’arcano, anzi.

La regola essenziale consisteva nell’abbandonarsi a lui totalmente, tenendo     però in allerta ogni sentire della coscienza, vivere l’essenza del momento, avrebbe favorito, se non scatenato, le forze del paranormale.

Non seguii le sue teorie, troppo scettica. Lui invece qualche anno dopo sarebbe riuscito ad attraversare l’imperscrutabile, viverlo e raccontarlo, ne testimonia la sua copiosa, appassionata produzione.

I luoghi delle sue interviste sono stati scelti a caso oppure per la loro “aura” magica come i Giardini di Ninfa?

R: L’osservazione posta mi dà opportunità, di chiarire un altro argomento che va sfatato: quale “aura” magica potrà mai possedere un giardino, fosse anche quello di Ninfa, se poi lo descrivo solo sommariamente?

Giusto per restare nei parametri giornalistici dettati da Mark Twain – come, quando e perché.

Chi cerca di scovare nelle viscere della realtà, anche nelle innumerevoli sfaccettature del sovrannaturale, vuole scoprire ben altro, scovare se mai nuovi orizzonti che possano far luce sulla trattazione, dare sostanza e giusto senso, sia alla scrittura, sia a ciò che si va a indagare.

Il connubio luoghi straordinari con apparente “aura” e narrativa spesso sono arroganza d’autore.

Quando invece, risultano capacità autentiche, saggezza della scrittura, l’ambientazione assume un ruolo secondario.

Un esempio per tutti è Agatha Christie, ha scritto bellissimi gialli ambientati in località suggestive, di incomparabile bellezza, piene di atmosfere esclusive, lussuose, poco accessibili ai più, erano tempi in cui viaggiavano solo alcuni privilegiati, gli altri - quelli che non se lo potevano permettere – solo qualcuno avrà pure sognato suggestive auree dei luoghi descritti, ma la maggioranza dei lettori, divoravano i libri della Christie, esclusivamente per il giallo, appassionavano gli intrighi, l’uso dei veleni, gli efferati assassinii e scoprire il colpevole dei misfatti, diventava l’unica priorità.

Per quanto riguarda, invece, le mie interviste sugli gnomi, ho esitato parecchio.

Ancor prima di fare un itinerario, ho fatto valutazioni sulla attendibilità dei contenuti, facendo tesoro, su quel minimo di operatività che arrivava attraverso varie segnalazioni.

Con tale bagaglio ho impostato, come sempre con umiltà, il mio lavoro. 

Facendo, quindi, solo uso dell’energia vitale di cui disponevo, mi sono accostata agli gnomi e agli umani.

Per chi fosse interessato lo trova in vendita QUI

Nessun commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...